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17 apr 14

Vacanze Pasquali 2014 – sospensione delle lezioni

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11 apr 14

Contratto integrativo di Istituto a.s. 2013-2014

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05 apr 14

Autocertificazione antipedofilia


L’istituto d’Arte di Macerata ora Liceo Artistico è una scuola a vocazione estetica, essa vuole promuovere un’ educazione armonica dei suoi allievi ed una formazione integrale del cittadino e dell’uomo. Il Piano dell’offerta formativa della scuola è saldamente progettato e realizzato in sinergia con il territorio provinciale fin dalle origini, infatti la vita di questo Istituto si intreccia con la storia della città degli ultimi 140 anni, risalendo alla fondazione della stessa al 1882 quando prese il nome di “Scuola d’Arte Applicata all’Industria”. L’iniziativa si inquadra nell’esplosione culturale che caratterizza Macerata alla fine del XIX° secolo, meritandole l’appellativo di “Atene delle Marche” per l’intenso sviluppo di studi e scuole di ogni genere insieme all’Università coeva di Dante. Tra le materie di insegnamento, oltre a quelle del disegno e della modellazione applicata, venivano impartite anche la Fisica, la Chimica, la Storia patria, l’Italiano e la Matematica e molti di questi insegnamenti erano tenuti gratuitamente sotto forma di conferenze, per la scarsità dei mezzi a disposizione della scuola ma soprattutto per il prestigio della stessa. Qualche anno dopo, grazie all’aumento dei contributi da parte degli Enti, all’andamento didattico che le assicura la medaglia d’argento al merito scolastico, si perviene, a partire dal 1909, al “riordinamento e alla regiferazione” assumendo il nome di “Regia Scuola d’Arte Applicata”. Negli anni successivi si arricchisce di numerosi laboratori con conseguente incremento del numero degli alunni che, a partire dal 1892, registra la presenza anche dell’elemento femminile. All’iniziale “Sezione del legno” (ebanisteria) seguono nel tempo ulteriori specializzazioni come “Pittura decorativa” (1926), “Lavorazione Metalli” (1928), “Intaglio e Ricamo” (1935) sulla base delle istanze e delle esigenze del mondo del lavoro a quei tempi assai fiorente ed articolato sul piano della produzione. Riportiamo la motivazione della Commissione in cui si ribadisce che non è possibile trascurare la formazione del gusto delle giovani generazioni : “ abbandonandole a quell’analfabetismo impressionante dell’universale lingua che chiamasi disegno”.